In principio, il Lògos. La scrittura che mette in ordine

In principio, il Lògos. La scrittura che mette in ordine
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La scrittura ha un ruolo fondamentale nella storia dell’uomo: mette ordine nei suoi pensieri e nelle sue conoscenze; gli fa fare il salto dalla preistoria alla storia; plasma il pensiero umano e fa da miccia allo sviluppo delle società moderne. Facciamo insieme qualche riflessione sul più potente strumento che l’uomo abbia mai inventato.

In principio era il Lògos

“In principio era il Lògos“. L’incipit del Vangelo secondo Giovanni è forse più noto nella traduzione italiana “In principio era il Verbo”, ma nell’originale greco avremmo trovato il corrispettivo Lògos.

Il significato è quello di parola, discorso, ma anche ragione. Per Eraclito, questo “Discorso razionale” è ciò che mette ordine nel mondo, un principio di armonia, che mano a mano, nel pensiero filosofico greco e poi giudaico, assume caratteristiche divine, fino ad arrivare a Giovanni, il quale utilizza proprio questo termine per parlare del Cristo.

Non è un caso che nella Genesi, Dio crei per mezzo della Parola. E prima ancora, si può dire, del Pensiero. Dio dice e pensa la luce, e la luce viene creata. Altrettanto vero è che le tre grandi religioni monoteiste del mondo affidano alla Parola direttamente ispirata da Dio la valenza di Legge, di Verità.

La Parola scritta che ordina

La Parola di Dio, tanto per l’ebraismo, che per l’islam che per il cristianesimo, è tramandata in forma scritta. Mosè, per esempio, riceve i dieci comandamenti sul monte Sinai in forma di tavole incise. La Scrittura allora fa la sua comparsa nella grande narrazione del mondo.

Uscendo dalla dimensione religiosa, consideriamo la funzione della scrittura nel racconto biblico di Mosè: il discorso scritto, che è una forma del Lògos razionale con il quale Dio aveva già creato il mondo, arriva e pone ordine nelle relazioni umane per mezzo della Legge dei comandamenti.

Successivamente il Lògos-Cristo arriverà, per la tradizione Cristiana, a superare la regolamentazione della legge mosaica per proporre una logica nuova, quella cristiana dell’amore.

Senza voler qui approfondire la questione teologica, per la quale sarebbe necessario l’apporto di un conoscitore profondo della materia, è comunque facile osservare che fino a qui possiamo osservare delle fasi distinte della Parola nella tradizione religiosa. La Parola detta che crea; la Parola scritta che ordina; la Parola incarnata che libera e salva.

L’addomesticamento del pensiero

Soffermiamoci sulla seconda fase, abbandonando definitivamente in questo percorso il filone religioso: la parola scritta ordina. Siamo di fronte allo stesso principio di razionalità che i greci attribuivano al Lògos. Una qualità della scrittura che viene confermata da Aleksandr Lurija negli anni Trenta del secolo scorso.

Lo psicologo sovietico pose domande di logica formale a tre gruppi di individui: preletterati, semiscolarizzati e scolarizzati. I risultati del test sembravano evidenziare che la capacità di sviluppare il pensiero astratto, crescesse di pari passo con l’alfabetizzazione degli individui. Questo vuol dire che la scrittura plasma il modo di pensare.

Nel 1977, Jack Goody pubblica The domestication of the savage mind, in italiano L’addomesticamento del pensiero selvaggio. Nell’opera, l’antropologo britannico vede nella scrittura il mezzo che ha addomesticato/educato/ordinato il pensiero umano.

La nascita della scrittura sarebbe la causa delle differenze tra le società primitive e quelle moderne! Una differenza che risiede, alla luce degli studi di Lurija, nella capacità di sviluppare pensieri logici anche astratti e complessi.

Il ruolo ordinatore della scrittura nella letteratura

Anche la letteratura ci racconta il ruolo “ordinatore” della scrittura. Un esempio può essere quello di Zeno Cosini, il personaggio di Svevo che, ne La coscienza di Zeno, scrive le sue memorie nel tentativo di mettere ordine ai propri pensieri.

Anche alcune opere di Calvino ci fanno riflettere sulla capacità armonica della scrittura: Se una notte d’inverno un viaggiatore, per esempio, la cui trama è quasi sempre considerata dal punto di vista del lettore che non riesce a proseguire nel romanzo.

Tuttavia è la figura del falsario Ermes Marana, che mette caos nel romanzo con un’azione che possiamo considerare contraria a una scrittura razionale, a far scivolare la storia in un apparente disordine.

O ancora, il Castello dei destini incrociati, che è un romanzo sulla scrittura, per quanto i “segni” dei “significati” siano qui camuffati da immagini, e non da parole scritte.

E si noti che anche in questo caso l’unico elemento di disordine è la polisemia delle immagini, che rende variamente interpretabili le storie costruite di volta in volta dai personaggi. Una controindicazione con la quale la parola scritta sa invece lottare, si pensi all’univocità del discorso scientifico.

La scrittura fa ordine anche oggi

Prepara una scaletta per scrivere un buon saggio breve.

Questa capacità, propria del genere umano, si manifesta in maniera più sviluppata nei soggetti che sanno leggere e scrivere. La scrittura, del resto, ci connette a mondi lontani nello spazio e nel tempo. Prevede poi una logica, quella della sintassi e dei connettori, e produce la fantasia. Leggere migliora perfino le capacità di empatia!

Si può anche osservare che tutt’ora per le società scolarizzate moderne la parola scritta ha la valenza di creare ordine e armonizzare i rapporti sociali: contratti, leggi, attestati, diplomi. Tutto ciò che ha il valore di legge è scritto.

La scrittura, sia essa su carta o digitale, rimane, dalla sua invenzione, il mezzo principale di trasmissione di conoscenze, culture, credenze, fatti. Non ci aiuta solo a fare ordine nel presente, ma anche nel passato e a trasmettere informazioni armoniche nel tempo e nello spazio.

Del resto è la saggezza latina che attribuisce alla scrittura il suo giusto peso: “Verba volant, scripta manent!” E le cose scritte rimangono a creare ordine nella storia, nelle società e nel pensiero dell’uomo. Un buon punto di partenza per riflettere su quanto ancora oggi sia importante saper scrivere.



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