L’esattezza è una strada lastricata da buone parole

L’esattezza è una strada lastricata da buone parole
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Una buona scrittura, soprattutto di testi per il web, va al sodo e che rimane impressa. Bisogna essere brevi, concisi ed esatti. Ma cosa vuol dire “esattezza” nella scrittura?

Chi segue il blog – o mi conosce – sa già a chi stiamo per chiedere la risposta. Mi piace chiedere al migliore. E anche oggi si torna a scuola da Italo Calvino! Yeeee!

Contenuti e copywriting: esattezza

Nelle celeberrime Lezioni Americane, con le quali talvolta amo tediarvi (per esempio qui e qua. Quo per adesso lo lasciamo stare), Calvino fa cinque previsioni sulla scrittura per “il prossimo millennio”: quello in cui noi ormai siamo dentro con tutte le scarpe.  Il millennio della scrittura per il web, del content marketing, dei blog, dei post ecc.

Esattezza. La sfida per lo scrittore

Una delle prescrizioni di Calvino è proprio l’ “Esattezza“. Una sfida per il copywriter e per lo scrittore che vogliano rendere il testo perfetto. Entriamo nel merito, seguendo il Maestro.

“Esattezza vuol dire per me soprattutto tre cose:

  1. un disegno dell’opera ben definito e ben calcolato;

  2. l’evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili; in italiano abbiamo un aggettivo che non esiste in inglese, “icastico”, dal greco “eikastikós”;

  3. un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione.”

Nella scrittura di questo millennio, fatta di schermi e lettori veloci, l’esattezza è ciò che fa la differenza nella qualità di un testo. Mi prendo la briga di analizzare i tre punti toccati da Calvino alla luce della scrittura per il web. A questo punto, mi aspetto una standing ovation per il coraggio.

Il disegno dell’opera

“Ben definito e calcolato”. Non c’è più solo “La scalettaaaa!” che la prof si sgolava a ricordarti al liceo. La scrittura web richiede una diversa progettazione nella struttura del testo: titoli, sottotitoli, parole chiave, link, grassetti, divisione in paragrafi. Due logiche guidano l’iperprogettualità di un testo per il web: l’orientamento alla SEO e l’usabilità per il lettore.

SEO Copywriting. Progettare il testo

Nel primo caso, mi riferisco a una serie di accortezze che è necessario avere perché il motore di ricerca “premi” il testo (e il sito) tra i risultati di ricerca. Nel secondo caso, mi riferisco alla necessità di creare un testo “ergonomico” per il lettore: legge comodamente sullo schermo? Quanto dura la sua attenzione? Dove tende a posare lo sguardo?

Tempi moderni, in cui anche la lettura è un fast-food!

Le immagini icastiche

Partiamo dall’inizio. Apriamo il lemma “Icastico” sul Vocabolario Treccani e ricordiamone il significato:

icàstico agg. [dal gr. εἰκαστικός «rappresentativo», der. di εἰκάζω «rappresentare»] (pl. m. –ci). – Che descrive, rappresenta o ritrae nei tratti essenziali, e quindi in modo efficace e spesso asciutto, tagliente: stile i.; espressioni i.; una descrizione icastica. ◆ Avv. icasticaménte, in modo realistico; con immediatezza, con efficacia rappresentativa: descrivere icasticamente.

Se ci pensiamo, tutta la grande letteratura è icastica. Mi viene sempre in mente Montale: il rivo strozzato che gorgoglia, la statua nella sonnolenza del meriggio, il punto morto del mondo, l’anello che non tiene. Queste sono immagini icastiche. E come se lo sono.

Immagini nella scrittura

Non tutti siamo Eugenio Montale, purtroppo. Però ci aiuterà tenere bene in mente che è cercare (o coniare?) espressioni pregnanti per rappresentatività e efficacia la strada maestra per costruire un testo asciutto nella forma e “spesso” nel significato. Il monito vale per qualsiasi tipo di scrittura, ma premia ancora di più il copywriter pubblicitario e il social media manager che in poche battute devono creare un mondo.

Il linguaggio il più preciso possibile

“…come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione”. A questo punto, chi scrive per vivere può abbandonare penna e tastiera, appendere il pc al chiodo e tentare la sorte con un chiosco di arrosticini in riva all’Oceano Pacifico. Ma ci voglio provare lo stesso, a spendere due parole. Siate clementi.

La precisione lessicale

Sulla precisione del lessico, c’è un modello che possiamo utilizzare: la scrittura scientifica.

Testi: precisione lessicalePer esempio, io dico “Quelli sono fiori”. E aggiungo, con un vezzo da wannabe-british: “Per meglio dire, Spermatofiti“. In un eccesso di pignoleria incalzo: “Ancora meglio: angiosperme Dicotiledoni Archiclamidee Dialipetale!”. La precisione che appartiene al lessico scientifico mi consentirebbe riassumere con in un più secco “Dialipetale!” e avrei detto tutto.

Certo, l’esempio risolve il punto dell’ esattezza del lessico, ma sembra far perdere terreno alla resa stilistica del testo.  Tuttavia, certamente ricorderete dai tempi della scuola che per esempio Pascoli utilizzava la nomenclatura botanica nelle sue poesie. Ne Il Gelsomino notturno sceglie “i viburni” come immagine centrale e simbolica dell’incontro tra due sposi. Un altro componimento, invece, si intitola Digitale purpurea, nome scientifico di un fiore, la cui classificazione è senz’altro interessante, ma casomai potete leggerla da soli su Wikipedia.

Le sfumature del pensiero

Per affrontare la questione delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione, potrei intraprendere due strade. Una sarebbe quella di glissare l’argomento; l’altra, di aprire un trattato. Per chi scrive, rendere il pensiero in modo preciso, puntuale, esatto… è L‘impresa.

Però, visto che di oggi ne ho scomodati già diversi, di grandi, ne tiro fuori un altro dal cappello: “Così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano” o “La sventurata rispose”. Siamo al cospetto del Manzoni, stavolta. Nel primo caso, in appena otto parole riassume l’uomo. Nel secondo caso, in tre parole (altro che Sole, Cuore, Amore), ci racconta il casino clamoroso che ha fatto la Monaca di Monza, ma anche la pietà della voce narrante rispetto alla vicenda.

Ora, questi erano gli esempi da tenere come monito sulla scrivania. Poi magari non ci vengono così bene, ma insomma, mica possiamo finire tutti nelle antologie?

E se non sono Calvino?

Tranquilla/o: non sei neanche Montale, Manzoni o Pascoli.

Per noi comuni mortali, copywriter, social media manager e scrittori, la strada dell’esattezza è lastricata di buone parole. C’è una cosa che possiamo fare: rileggere.

Copywriting: strategie

Come se ripercorressimo quella strada per ramazzare via le foglie cadute.

Fatto questo, rileggere e spazzare altre foglie.

E poi rileggere e ri-spazzare.

Infine rileggere.

Comunque, una rilettura finale, dopo tutto, ci starebbe pure bene.

 

 


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